di Barbara Baroni

Franco Rotelli, mancato il 16 marzo 2023, fu uno dei promotori della Riforma Psichiatrica in Italia, ha lasciato un’impronta nel campo della salute mentale e della fotografia. Il suo pensiero ha contribuito alla liberazione dalla disumanità e dall’indifferenza verso il mondo della salute mentale. In un libro fotografico intitolato Basaglia a Trieste. Cronaca del cambiamento, Claudio Ernè coglie aspetti dell’esperimento triestino.

Questo libro include anche brevi testi di Peppe dell’Acqua, di Franco Rotelli e dello stesso Ernè. Quello di dell’Acqua, in particolare, ricorda l’indissolubile rapporto che ha legato la catalogazione e la stigmatizzazione dei disagi mentali  alla fotografia.  

Nato a Casalmaggiore il 23 luglio 1942, è deceduto all’età a 80 anni. Fu uno dei principali collaboratori di Franco Basaglia.

Dal 1979 (dopo il trasferimento a Roma di Basaglia) e fino al 1995 Rotelli sarà il direttore dell'Ospedale Psichiatrico di Trieste, in via di trasformazione di questo ospedale psichiatrico, in favore di servizi sanitari extraospedalieri e che dirigerà. Nel 1998 diviene Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria di Trieste per una decina d'anni. Poi, dal 2001 al 2004, è direttore dell'Azienda sanitaria di Caserta. Nel 2013 è eletto Consigliere Regionale e Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali della Regione Friuli Venezia Giulia. Laureato in medicina all’Università di Parma, Rotelli si specializzò in Clinica delle malattie nervose e mentali. Scelse la psichiatria come cura dell’uomo in particolare si mosse sulle orme del padre Pietro, attivo nel sociale e nei diritti dei lavoratori agricoli. Propone un approccio "sartriano" al tema dell'incontro con l'altro in una pratica orientata a valori universali ed esplicitamente improntata ad un'etica delle libertà. Ricordiamo che per Sartre l’uomo è sempre “in situazione”, Fonda un "sapere della complessità" che cerca un dialogo   si ispira più alla fisica che al fisicalismo. La chiusura dei manicomi è imprescindibile la società dove ciascuno vive per e nell'incontro/scontro con l'altro che lo costituisce nel concreto deve guardare all’esser nel mondo heideggeriano.

Nei testi di conferenze in Italia, ed internazionali e raccolti nel libro "Per la normalità" descriverà un mutamento radicale. Grande attenzione viene rivolta al mondo delle politiche attive di inclusione testimoniata anche dalla pubblicazione, alla fine degli anni ottanta del volume "Per l'Impresa Sociale".

Combatte l’isolamento sociale ispirato dalle parole di Basaglia (Mettiamo tra parentesi la malattia mentale).

L'azione e il pensiero di Franco Rotelli sono sempre state peraltro orientate dalla convinzione che "la fondamentale contraddizione del nostro tempo, sia quella tra istituzioni chiuse e istituzioni aperte, e che lavorare su questa dialettica debba essere impegno prioritario a livello politico, etico, scientifico, nelle organizzazioni sociali e nei rapporti interpersonali".

Ne "l'Istituzione inventata" Almanacco di scritti e immagini, relativo a quarant'anni di lavoro dell'équipe di Trieste pubblicato nel maggio 2015, Rotelli disegna un percorso straordinario.